ASSOCIAZIONE DEI TECNICI AGRICOLI DELLA
PROVINCIA DI MODENA
PERITI AGRARI; DOTTORI IN SCIENZE AGRARIE, SCIENZE FORESTALI E SCIENZE DELLA
PRODUZIONE ANIMALE; AGROTECNICI; MEDICI CHIRURGHI VETERINARI
L'Associazione dei Tecnici Agricoli della Provincia di Modena, in collaborazione con il Collegio dei Periti Agrari e dei Periti Agrari Laureati della Provincia di Modena hanno organizzato il seminario tecnico sul tema: “Le nuove strategie per le economie rurali” il giorno 14 maggio 2011 dalle ore 9,30 alle ore 12,30, presso l'Istituto Tecnico Statale Ignazio Calvi di Finale Emilia (MO).


Il Seminario è stato aperto dal Dirigente Scolastico Dr. Giorgio Siena, dell’Istituto I. Calvi, ringraziando gli enti organizzatori e i convenuti, per la loro presenza.
Successivamente ha preso la parola il Per. Agr. Claudio Losi – Presidente dell’Associazione Tecnici Agricoli e Collegio Prov.le Periti Agrari e P.A. Laureati di Modena
RISORSE UMANE
Delle migliaia di ragazzi diplomati a questo istituto oltre duecento sono iscritti all'albo professionale provinciale di Modena, ma è vero che tanti non iscritti svolgono l'attività tecnico-professionale in questo territorio e non solo, rispondendo a coloro che citano le nostre eccellenze e si domandano chi ne ha il sapere.
Progettualità di imprenditori, liberi professionisti o tecnici agricoli che hanno conoscenza e competenza nel fare: organizzare fattori produttivi, e fattori economici; progettare, e realizzare anche districandosi nelle sempre più complesse burocrazie e sistemi autorizzativi.
Le motivazioni etiche e di cuore che ci legano al territorio sono le poche certezze che ci fanno insistere e ci convincono verso un futuro incerto, ma che del tecnico-professonista non può fare a meno, e tutto ciò riscontrabile dalle richieste delle piccole e medie imprese vive e attive sul nostro territorio.
Le agroenergie futuro sostenibile o ancora una volta una altra bolla speculativa, il sostegno è finalizzato agli imprenditori o ai venditori di tecnologie a garanzia di istituti di credito.
L'evoluzione dell'attività sul territorio da rurale e domestica per prevalente autosostentamento ante rivoluzione industriale a attività di impresa fornitrice di prodotti che hanno dato vita a filiere agro alimentari e industriali.
Le donne e gli uomini da contadini a tecnici conduttori di fondi e imprenditori gestori del territorio.
Le economie rurali di villaggio e collegate a territori (botteghe - artigiani) a economie di massa globalizzata (Grande Distribuzione Organizzata – industriali), con una specificità tutta italiana le eccellenze (dop, igp, doc..).
Queste riflessioni aprono a concetti essenziali del nuovo fare responsabile a STRATEGIE dei progetti che devono rispondere a tre fattori :
SOSTENIBILE, COMPATIBILE E COMPETITIVO.
SOSTENIBILE
sostenibilità:
Compatibile per la possibilità di coniugare sia produzione di derrate alimentari che di energia partendo dalle vocazionalità produttive del territorio coi minori impatti ambientali (rumori, fumi) e di logistica
Competitivo per gli utili (valore aggiunto ) riconoscibile per quota parte sui margini economici in fase di commercializzazione dei prodotti finiti, derrate o energia che sia.
Nuove strategie che interessano:
Atti dell'VIII Seminario internazionale dell'Associazione Europea degli Economisti Agrari (Milano, 17-18 aprile 1984)
La gestione delle risorse naturali, siano esse rinnovabili o esauribili, è uno dei temi di maggior attualità del nostro tempo. Così già pensavano i ricercatori e i tecnici prima dei passaggi delle conmferenze mondiali di Kyoto o DHOA
OMISSIS
I ricercatori hanno potuto rapportare il proprio lavoro ad un ambito multidisciplinare, assai vario, di integrazione tra aspetti economici, tecnico-specialistici e pianificatori; gli "amministratori" hanno potuto trarre notevoli spunti relativamente alle politiche impostate in altri paesi e, soprattutto, per quanto riguarda gli effetti delle stesse. Quest'ultima possibilità è da considerarsi particolarmente preziosa per l'azione programmatoria e legislativa del nostro paese e delle nostre Regioni dove solo negli ultimi anni è emersa una sufficiente coscienza collettiva attorno al
TEMA : Gestione delle risorse naturali e degli effetti sull'ambiente
Per concretizzare: quali sono le possibili misure correlate?
La gestione delle risorse naturali e degli effetti sull'ambiente riguarda l'impiego delle risorse naturali direttamente utilizzate nella produzione, in modo da ridurre l'impatto ambientale di quest'ultima. Ad esempio:
Sviluppo sostenibile
UTILIZZANDO
Le risorse naturali rinnovabili
Le risorse naturali si distinguono in rinnovabili o non rinnovabili. Le prime si rinnovano mediante un ciclo biologico breve mentre le seconde sono presenti in quantità predeterminate e si formano solo dopo lunghi cicli geologici.
Le risorse rinnovabili hanno quindi la capacità di non diminuire col tempo ed entro certi limiti anche con l'uso e lo sfruttamento da parte dell'uomo.
L'esempio tipico della risorsa rinnovabile è quello dell'energia solare, oppure dell'energia eolica. In entambi i casi risorse rinnovabili permanenti che non diminuiscono con l'uso.
Per comprendere bene la definizione di risorsa rinnovabile è però opportuno abbandonare il semplice paragone del sole o del vento. Proviamo ad analizzare una foresta e lo sfruttamento delle sue risorse.
Una foresta può produrre legno mediante il taglio degli alberi ma col tempo tenderà comunque a rinnovarsi tramite la nascita di nuovi alberi. Anche una foresta è quindi una risorsa rinnovabile. Nel momento in cui l'uomo inizi a tagliare più alberi di quanti ne nascono, prima o poi la foresta tenderà a scomparire per sempre. Una foresta è quindi una risorsa rinnovabile non permanente.
E' fondamentale introdurre il concetto di stock e di flusso.

Lo sfruttamento o il semplice uso di una risorsa naturale rinnovabile riduce lo stock della risorsa stessa. Se questo flusso supera quello naturale di ricrescita della risorsa, è inevitabile che lo stock tenda ad estinguersi col passare del tempo.
In conclusione, lo sfruttamento eccessivo può estinguere anche le risorse rinnovabili.
Le risorse naturali non rinnovabili
Le risorse naturali non rinnovabili hanno uno stock di quantità prefissata che non aumenta per via naturale.
Anche le risorse naturali non rinnovabili seguono comunque un proprio processo di ricrescita. Si tratta però di un ciclo lunghissimo di natura geologica tale da superare la concezione del tempo dell'uomo.
Esempio, il petrolio impiega milioni di anni per formarsi e lo stesso vale per il carbone e per le altre fonti di energia fossile. Dal punto di vista delle attività umane vanno considerati in quantità fisse.
Ogni prelievo implica una riduzione irreversibile dello stock della risorsa naturale.
Risorse naturali. Non si esauriscono, non inquinano.
Non si esauriscono e non inquinano. Queste le caratteristiche principali delle fonti energetiche rinnovabili.
Conosciamo meglio le risorse naturali a cui si può attingere per produrre energia verde.
Il relatore Ing. Ettore Amadei – imprenditore agricolo e componente Tecnica ha esposto le proprie considerazioni, delle quali se ne riporta traccia a seguire:
- PREMESSA
a) Limiti di redditività agricola dagli scambi tra i 27 ( e oltre)
b) Globalizzazione:effetto degli aiuti e condizionamento della sostenibilità economica
- ESPERIENZE
a) Progetto centrale 20MW anno 2003: problema del recupero del calore, problemi sindacali e politici connessi, rapporti con l’amministrazione di Argenta
b) Esperienza di coltivazione agricola: sorgo e canapa. Problema dello stoccaggio e del silicio per le coltivazioni erbacee.
c) Rapporti con C.SIRO (Australia) e tentativo di introduzione in Italia.
- INNOVAZIONI: PRODUZIONE ELETTRICA
a) Eolico leggero
b) Fotovoltaico: conto energia e sostenibilità
- INNOVAZIONI: PRODUZIONE DI COMBUSTIBILI
a) Biodiesel conosciuto: coltivazioni energetiche
b) Biodiesel da alghe (università di Kiev)
c) Bioetanolo da zuccheri e amidi
d) Bioetanolo anidro da cellulosa ed emilcellulosa
- PROBLEMA IDRICO E ALIMENTARE GLOBALE
a) Il gioco decisivo dell’energia a basso costo per evitare l’insufficienza alimentare
- PRODUZIONI DI ECCELLENZA E NUOVI SBOCCHI DI MERCATO
a) Conoscenza
b) Esperienza
c) Aggressione del mercato.
- SOLUZIONI
a) Rapidità dei processi autorizzativi
b) Finanziamenti:
Ha preso la parola il Dr. Gian Domenico Tomei – Assessore all’Agricoltura della Provincia di Modena, dando importanza alla formazione dei Tecnici Agricoli, sottolineando il fatto che è da 50 anni che il Calvi forma periti agrari, tecnici che hanno dato valore al territorio modenese.
La ns. Regione ha tante eccellenze sulle quali continuare a investire. I settori di nicchia sono: il lambrusco, la frutta, il parmigiano reggiano. Bisogna lavorare meglio sulle filiere e la commercializzazione all’estero, inoltre bisogna indirizzarsi sempre più verso l’innovazione.
L’attività agricola ormai non è più un’attività marginale, si deve dare un’opportunità ai giovani. Abbiamo le risorse necessarie, ma le istituzioni hanno difficoltà di finanziamenti elevati.
Per quanto riguarda gli allevamenti modenesi, bisogna fare un’etichettatura, per la verifica della filiera, per aumentare i ns. prodotti di nicchia.
Il relatore Per. Agr. Gian Luca Bagnara - esperto di agribusiness ed economia territoriale, coordinatore centro analisi economiche Copa-cogeca, ha presentato ai convenuti un approccio agricolo europeo, sottolineando l’importanza delle risorse di ciascuna nazione.
Si riportano le slide all’attenzione degli interessati:
Sviluppo del Territorio Rurale: da politica di intervento a strategia [MS
PowerPoint, 1,41 MB]
Il Presidente Per. Agr. Claudio Losi, ringraziando i relatori, apre il dibattito per chiarimenti e osservazioni ai presenti.
Seguono diversi interventi da parte di professionisti e studenti, a dimostrazione dell’interesse per l’argomento trattato.
Viene data la parola, per la conclusione dei lavori, all’Assessore dell’Agricoltura Gian Domenico Tomei della Provincia di Modena, il quale conferma l’interesse inerente alle strategie economiche e loro evoluzioni, nel comparto agricolo, confermando la disponibilità degli uffici provinciali, per valorizzare e stimolare le produzioni tipiche, eccellenze di nicchia del territorio modenese.